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Intervista a DJ Shiru: J-Pop, J-Rock e molto altro!

Già ad inizio mese vi avevo proposto un intervista di Ochacaffè a DJ Shiru, dove si presentava e parlava di creare musica giapponese ed eventi italiani.

Questa volta DJ Shiru vi vuole parlare di J-pop, J-rock e molto altro riguardo al Giappone!

I: fai una breve introduzione su chi sei, per chi non ti conosce?

DJ: Sono Silvio, soprannominato DJ Shiru quando sono dietro alla consolle, un po’ per scherzo ma ormai sta diventando quasi il mio nome d’arte ufficiale, anche se ancora con una connotazione ironica per non prendersi troppo sul serio. Propongo musica giapponese a vari eventi, da sfilate a feste a tema Giappone, a raduni di amanti di anime e manga come a Lucca Comics & Games.


I: qual è il tuo rapporto con l’associazione Italia Giappone Ochacaffè?

Collaboro regolarmente, anzi sono uno dei fondatori; per l’associazione coordino gli eventi culturali e seguo soprattutto la parte musicale.


I: qualche nome dei tuoi artisti preferiti?

DJ: artisti che amo ce ne sono molti, e continuo a scoprirne dato che il Giappone sembra essere una miniera inesauribile di generi, influenze, stili. Posso dire che, tra i gruppi che non mancano mai nella mia scaletta, ci sono Asian Kung Fu Generation, Cali≠Gari, Utada Hikaru, Sheena Ringo, Aural Vampire, Dir en Grey, tanto per citare artisti provenienti da percorsi molto diversi. Poi dipende dalle serate, magari parto con in testa una scaletta rock e poi mi lascio andare invece ad una serata techno… dipende dalle vibrazioni che mi trasmette la gente che ho davanti!


I: conosci personalmente qualche artista di quelli che proponi nelle tue serate?

DJ: certo! Suonare in giro mi ha dato la possibilità di conoscere alcuni di loro: per esempio seguendo le tre date del Japan Anime Live ho trascorso molto tempo con Piko, il cantante, e il resto della band. Tra loro c’erano alcuni dei miei musicisti preferiti, come Levi batterista dei La’cryma Christi e Takuya chitarrista degli Antic Cafè. Non ho resistito, ed ho inserito nella data di Roma le loro canzoni in scaletta, una specie di omaggio J


I: cosa ti piace e cosa meno del fare il DJ?

DJ: due facce della stessa medaglia: amo far conoscere la musica che mi piace e sono molto felice quando mi vengono a chiedere i titoli delle canzoni che propongo, ma dall’altro lato sono molto geloso delle mie scoperte: quando vado in Giappone passo ore nei negozi ad ascoltare dischi per scovare tesori nascosti negli scaffali di Tsutaya (NdA: grande catena che noleggia CD e DVD) o dei negozietti di America Mura e Nipponbashi (NdA: quartieri giovani di Osaka) e poi finisco con il diventarne geloso, e una piccola parte del mio cuore vorrebbe egoisticamente tenerli per sé, vista la fatica di trovarli… Ma d’altro canto penso di avere una specie di missione, come DJ, cioè quella di far conoscere meglio quanto di buono c’è musicalmente in Giappone.


I: wow, e come sta andando questa missione?

DJ: è facilitata dal fatto che è sempre più facile procurarsi musica che non sia solo europea o americana; anche i media si stanno accorgendo che non esistono solo artisti di madrelingua inglese. Scrivo anche per il sito www.cultura-giapponese.it.  Se andate alla sezione Arti Moderne troverete le mie pagine sul J-Rock e J-Pop con le recensioni dei miei dischi preferiti!


I: dove possiamo venire a vederti?

DJ: questo dipende da dove mi chiamano! Se frequentate i festival del fumetto è probabile che sia presente come ospite, altre date sono difficili da prevedere ma la cosa più facile è seguire la pagina attività del sito cultura-giapponese.it . Tra le proposte più interessanti che mi sono arrivate c’è la Biennale d’Arte di Venezia, dove stiamo organizzando qualcosa di molto contemporaneo e, musicalmente, sperimentale!


Fonte: Ochacaffè

Autore: Inuchan

Scritto da Inuchan il nelle categorie: A ruota libera