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B-Geek 2016 – Intervista a Chie Kutsuwada

Salve gente, siete stati lo scorso fine settimana al B-Geek? Se eravate in zona immagino che anche voi siate andati a dare un’occhiata ai vari eventi ed ospiti, tra i quali c’era Chie Kutsuwada, autrice giapponese che vive a Londra e svolge workshop e corsi su come disegnare manga e che da noi ha pubblicato Hagakure – Il Codice del Samurai presso la Hikari. Ovviamente, ho preso la palla al balzo, unendo l’utile al dilettevole e le ho fatto qualche domanda.


Shinji Kakaroth: Ci racconta della sua infanzia? Quando ha deciso di diventare mangaka?

Kutsuwada: Francamente non me ne ricordo. Me ne sono accorta quando avevo già la matita in mano e stavo disegnando.


Shinji Kakaroth: C’è un autore che l’ha influenzata particolarmente nella sua scelta di diventare mangaka?

Kutsuwada: Ooshima Yumiko (autrice di Wata no kuni hoshi), Hagio Moto (autrice di Zanokuna Kami ga Shihai suru), Ikuemi Ryo (autrice di Kiyoku Yawaku).


Shinji Kakaroth: Ha vissuto in Giappone e poi si è trasferita a Londra, come ha vissuto questo cambiamento?

Kutsuwada: Quando sono giunta in Inghilterra ho smesso di disegnare o leggere manga, perché mi ero iscritta alla scuola d’arte, per cui facevo disegni artistici.

Shinji Kakaroth: Ha qualche storia divertente sulle differenze culturali tra la sua vita in Giappone e a Londra?

Kutsuwada: A dire il vero, si assomigliano un po’ i giapponesi e gli inglesi. Entrambi sono sempre in movimento e hanno vite indaffarate, ma i vicini giapponesi sono più formali e anche se si incontrano per strada non si salutano più di tanto. In Inghilterra ho trovato persone molto più cordiali e rilassati. In Giappone sono tutti così impegnati che ti salutano frettolosamente.

Shinji Kakaroth: L’Hagakure è uno dei testi più iconici mai scritti sui samurai, come mai ha scelto di scrivere un manga proprio su di esso?

Kutsuwada: Conoscevo Sean Michael Willson e a lui piaceva molto il mio stile e a me piaceva il fatto di inserire elementi del Giappone tradizionale, per cui ci siamo proprio trovati bene.


Shinji Kakaroth: In quest’opera c’è una relazione tra maestro e allievo, ha vissuto anche lei una relazione simile sia come maestra che come allieva?

Kutsuwada: Già nella mia famiglia ho conosciuto persone che mi hanno insegnato tantissimo. Non ho avuto un solo maestro, ma tante persone che mi hanno insegnato e consigliato per i meglio. Poi sono andata a studiare in Inghilterra, ed anche lì ho trovato diversi maestri che mi hanno saputo insegnare come si deve, mentre adesso in Inghilterra adesso sono io a insegnare cos’è il manga giapponese e come si disegna, con lezioni e workshop nelle scuole, biblioteche e nei musei.

Shinji Kakaroth: In The Story of Lee, parla di amore interraziale e di xenofobia. Come mai ha scelto questo tema?

Kutsuwada: Il tema l’ha scelto chi ha scritto la storia, visto che io mi sono limitata a disegnarla. La cosa interessante è che Sean Michael Willson ora vive in Giappone dove ha conosciuto altri stranieri, rendendosi quindi conto della situazione internazionale, mentre io vivo in Inghilterra.  Per cui è come se ci fossimo scambiati le fonti dei rispettivi input. Man mano continuavamo a controllare i testi a vicenda e man mano ha preso forma la storia che alla fine mi è stata proposta e mi è piaciuta.


Shinji Kakaroth: Come si trova in Italia e a Bari? Ha mangiato qualcosa di buono?

Kutsuwada: È la prima volta che vengo nel sud Italia, e Bari l’ho trovata molto luminosa. Non ho ancora avuto occasione di mangiare chissà quali piatti, ma la città è molto bella. Sono stata a diverse convention come questa, in Finlandia, Inghilterra, Francia e questa è la prima volta che partecipo a una convention italiana, in questo caso a Bari. Qui mi sto trovando bene, ho incontrato un sacco di persone gentili e sembrano tutti socievoli e amichevoli.

Shinji Kakaroth: Qual è il suo sogno per il futuro?

Kutsuwada: Mi piacerebbe che uno dei miei manga venisse adattato in un anime.


Molto bene gente, per oggi è tutto. Ringraziamo il maestro Andrea Yuu Dentuto per la disponibilità ed averci fatto da interprete. Prossimamente pubblicherò un’altra intervista fatta al B-Geek, vedete di non perdervela! ^_-

Autore: Shinji Kakaroth

Scritto da Shinji Kakaroth il nelle categorie: Convention, Intervista