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Utena – La Fillette Revolutionnaire

“Se il guscio dell’uovo non si spezza, il pulcino morirà senza essere nato. Il mondo è l’uovo di cui siamo i pulcini. Se non spezziamo il guscio del mondo, moriremo senza essere nati. Spezziamo il guscio del mondo!”
Sorpresi da questa citazione iniziale?

In realtà, era praticamente dovuta.

SHOJO KAKUMEI UTENA (o anche UTENA LA FILLETTE REVOLUTIONNAIRE) è infatti un titolo davvero singolare, capace di imprimersi con grande facilità nella mente dei suoi spettatori/lettori; allo stesso tempo, però, dimostra una discreta fragilità, rischiando spesso di cadere nel superfluo.

Un curioso ibrido, capace di stimolare emozioni genuine e intriganti perplessità.

Ma andiamo per ordine…

Utena Tenjo è una ragazza fuori dal comune. Come tutte le ragazze è alla ricerca del principe azzurro, ma si veste e affronta la vita come un uomo. Alle spalle, ha infatti un passato difficile.

Disperata dopo la tragica morte dei genitori, Utena riesce a reagire al dolore e ad andare avanti grazie alle parole di un ragazzo misterioso, che le fa anche dono di un misterioso anello a forma di rosa.
Con il passare degli anni, la ragazza cerca senza sosta il suo “salvatore”, ma con scarsi risultati. Nel frattempo, inizia a frequentare la prestigiosa Accademia Ohtori, scuola d’élite frequentata dai rampolli delle migliori famiglie del paese. Tutto normale finché, un giorno, ha la sfortuna di incontrare l’odioso Saionji, studente arrogante e crudele: questi maltratta ripetutamente la povera Anthy Himemiya, timida ragazza amante dei fiori e degli animali, e disprezza spietatamente i sentimenti di Wakaba, amica del cuore di Utena.
Per vendicare queste cattiverie, Utena sfida Saionji a duello, umiliandolo pesantemente e… mal gliene incoglie!!!

Da questo momento, infatti, la nostra eroina si ritrova coinvolta in una serie di avvenimenti misteriosi: Anthy infatti non è una ragazza come tutte le altre. Essa è conosciuta anche come Sposa della Rosa, e pare dotata di incredibili poteri. I migliori studenti dell’Accademia, riuniti in un oscuro Consiglio Studentesco, se la contendono attraverso una serie di scontri all’ultimo sangue. Curiosamente, anche queste persone posseggono un anello a forma di rosa, simile in tutto e per tutto a quello di Utena. Coinvolta così in un vortice di intrighi e duelli, accompagnata da Anthy (che ora le “appartiene” avendo battuto Saionji), Utena dovrà lottare strenuamente per difendere il suo onore e scoprire la verità.

Quali sono gli obiettivi del Consiglio Studentesco?

E’ possibile che il suo misterioso principe sia ormai vicino?

Chi è Anthy, e qual è il suo ruolo in tutta la faccenda?

Le risposte (e con esse i guai) non tarderanno ad arrivare.

Chiunque abbia letto il manga edito dalla Star Comics un paio di anni fa, disegnato dalla brava Chiho Saito, dovrebbe essersi già fatto un’idea di questa particolarissima serie, nata dall’esperienza professionale e dell’energia creativa del grande regista Kunihiko Ikuhara (SAILORMOON R e SAILORMOON S).

Utena si sviluppa proprio da un progetto originale di quest’ultimo, che ha addirittura fondato negli anni un gruppo artistico di elevate qualità (Be Papas) per portarlo a termine in maniera multimediale e variegata. L’operazione ha suscitato grande clamore e curiosità presso gli Otaku di tutto il mondo.

In breve, Utena è diventata una delle saghe più popolari, con decine di siti Internet ad essa dedicati (alcuni di pregevolissima fattura). Inoltre, insieme al manga e alla serie televisiva, la fillette revolutionnaire può contare anche su un bellissimo film cinematografico, uscito in Giappone con grande successo un po’ di tempo fa, ora in procinto di sbarcare in Italia per i tipi della DYNAMIC. L’evento era già stato promesso per l’autunno scorso; ma, come al solito, i ritardi cronici della grande “D” ci hanno messo lo zampino. Dovremo ancora attendere alcuni mesi.

Nel frattempo, però, YAMATO ha colto la palla al balzo e ha lanciato in videocassetta, dall’aprile scorso, la produzione televisiva, trasmessa originariamente su TV TOKYO tra il 1996 e il 1997. Il successo è stato probabilmente inferiore alle aspettative, anche perchè la cosa è stata fatta piuttosto in sordina. Non entro nel merito di diritti e copyright (pare che anche MEDIASET sia intervenuta nella faccenda…).
L’edizione YAMATO, tuttavia, è incredibilmente curata e con un buon rapporto qualità/prezzo (quattro episodi a cassetta). Inoltre, seppure inferiore al film, l’Anime televisivo merita veramente l’acquisto e la visione. Con alcune doverose avvertenze, però.

Anzitutto, non aspettatevi sfracelli dal punto di vista tecnico.

La realizzazione è ottima, ma non va oltre precisi limiti.

La regia, curata dallo stesso Ikuhara (ovviamente!), è eccellente ed efficace. I ritmi della narrazione sono pienamente azzeccati, e si mantengono costanti con il passare degli episodi. Non ci sono sbavature o cadute di tono. In generale, la messa in scena è solida e collaudata. Tuttavia, la mano di Ikuhara è essenzialmente convenzionale. Non cercate quindi colpi di genio alla Hideaki Anno (EVANGELION) o alla Ryutaro Nakamura (LAIN).

Nonostante le originalità e le bizzarrie, Utena è ben poco “rivoluzionaria” (e scusate il facile gioco di parole). Segue diligentemente la tradizione, senza discostarsene mai nei canovacci e negli sviluppi basilari. Ikuhara conferma il suo grandissimo talento. Ma non è un regista sperimentale. E lo si vede chiaramente.

Per il resto, c’è ben poco da dire. I disegni riprendono fedelmente il tratto del manga, con perizia e genuinità. Magari sono eccessivamente morbidi in alcune scene; ma si tratta comunque di uno stile che ben si intona con le atmosfere e i personaggi della storia. Gli sfondi sono fantastici; i colori molto ben utilizzati.
Le musiche sono trascinanti e avvincenti, e riescono a toccare con eguale intensità registri e tonalità differenti. Il lavoro del duo Mitsumune/Seazer è favoloso, e ripaga al massimo grado le orecchie dello spettatore. Un quarto di nobiltà in più ad un lato tecnico già degno di stima e ammirazione. Provare per credere.
Ah, quasi dimenticavo di parlare delle animazioni… Ottime, senza ombra di dubbio.

Seconda avvertenza.
I principali punti di forza di Utena risiedono nella trama e nei personaggi. Tuttavia, la storia può non piacere a tutti. Fondamentalmente, siamo in pieno genere shojo, pur con importanti variazioni sul tema.
Nella serie, infatti, sono presenti combattimenti e adrenaliniche scene d’azione. Sono presenti tutte le situazioni amorose del caso (lei ama lui che però ama un’altra ecc.); ma con ambiguità e sfumature erotiche sorprendenti. Intendiamoci: non siamo di fronte a un hentai o a un Anime “pepato” (vedi AIKA).

Tuttavia, i sentimenti e le emozioni dei personaggi sono decisamente “adulti”, infrangendo così le regole narrative e stilistiche della categoria. Sotto questo profilo, i rimandi a LADY OSCAR e alle altre opere di Ryoko Ikeda sono precisi e continui. C’è probabilmente un tocco umoristico e fiabesco in più. Ma le radici della vicenda si alimentano chiaramente alla “corte” della leggendaria rosa di Versailles. Già il titolo in Francese è un riferimento lampante a tal cosa…

Non si tratta di scopiazzature o di semplici citazioni, bensì di una rielaborazione intrigante e intelligente degli stessi temi e delle stesse ambientazioni. Utena è rivoluzionaria proprio in questo: utilizzare schemi del Passato per costruire un’opera Nuova nella forma e nei contenuti. Non tutti sono capaci di un’impresa di questo tipo. Ikuhara merita quindi un grande plauso per questo fatto. Forse, l’operazione gli riesce solo parzialmente. Ma il suo coraggio e la sua abilità sono veramente lodevoli, in un’epoca di “remake all’impazzata” e di “clonazioni animate non autorizzate”.
Magari la maggior parte degli odierni autori nipponici fosse capace di simili prove…

Terza avvertenza.
L’edizione italiana, presenta parecchi difetti nei dialoghi e nell’adattamento. Il classico tentativo di edulcorare le cose contro gli intenti e le forme dell’opera originale. Ormai Mediaset ha fatto scuola…
Comunque, aldilà di questo usuale tasto dolente, il doppiaggio è davvero ben fatto. Emanuela Pacotto è una Utena forte ed intensa, capace di mille sfaccettature e atteggiamenti, mentre Donatella Fanfani è perfetta nel ruolo di Anthy. Qualche dubbio su Patrizio Prata (Touga) e Federica Valenti (Nanami). Nel complesso, però, il cast è a posto, ben diretto (grande Dania Cericola !) e assai affiatato. Complimenti vivissimi a tutti: la dimostrazione che anche a Milano si possono realizzare ottimi doppiaggi di Anime.

In definitiva:
Utena è sicuramente uno degli Anime più interessanti usciti l’anno scorso in Italia. Di sicuro, uno dei migliori usciti fino ad ora da Yamato. Nonostante i limiti e le perplessità sopraelencate, vale la pena di procurarselo e di gustarselo in tutta tranquillità. Questa serie tv è una piccola manna piovuta dal cielo.

In attesa del film…

See you next time and good luck

by Simone Pelizza

Utena - La Fillette Revolutionnaire, 5.0 out of 5 based on 3 ratings

Autore: jetblack

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