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Strange Dawn

Yuko e Eri, due ragazze che si trovano senza un perché in un mondo fantastico a loro sconosciuto, in cui vivono strane creaturine che combattono con una violenza insospettabile. Yuko e Eri, improvvisamente nella terra di Belzergle, la cui pace è rotta degli scontri delle due grandi terre di Gliania e Bargedane.

Ecco qui.. questo è il prologo della serie che in assoluto interpreta nel modo più particolare possibile il tema del protagonista che viene sbattuto in un universo parallelo.

Bello, simpatico, buffo, ma perche?

Queste due ragazze, liceali, si ritrovano (noi spettatori non sappiamo perché) in un mondo a loro sconosciuto e camminano senza meta in un paesaggio desertico, discutendo tra loro. All’improvviso la loro tranquillità viene stravolta dall’irruzione di minuscole creature che, a cavallo di strani animaletti, le attaccano con pietre e frecce. Ma un’altra creaturina arriva improvvisamente a difenderle e mette in fuga la marmaglia a colpi di spada.

E questo qui chi sarà?
È Shall, il tipino più tosto della serie, che mette subito al corrente Yuko e Eri di trovarsi nel villaggio di Belzergle, situato a metà tra i due territori in guerra tra loro. Questa situazione porta gli abitanti del villaggio ad una situazione di crisi, essendo costantemente sotto la mira di entrambe i popoli, che li coinvolgono nei loro scontri.
Scopriremo presto che una profezia narrava al popolo di Belzergle l’arrivo delle due ragazze, predestinate per guidare le creaturine alla salvezza.

Partono così le avventure delle due pulzelle che, d’accordo o meno, saranno coinvolte all’interno delle vicende del popolino… vicende di scontri e dure lotte, tradimenti e ribellioni, nella speranza di poter presto o tardi ritornare nel loro mondo.

Il tutto sembra apparentemente comune, ma Strange Dawn è davvero singolare.

La caratteristica peculiare è da ritrovare nel character design delle creaturine, realizzate come se ci trovassimo di fronte ad una rivisitazione di Memole (quanti ricordi!), concepite come dei folletti richiamanti l’aspetto di bamboline in pigiama. Ma la realtà è un’altra, in quanto questi “cosini” dall’aspetto tenero sono protagonisti di scontri abbastanza violenti e duri e si muovono in una sceneggiatura che mostra vari contenuti di tipo molto più maturo di quanto si possa credere. Pensate, per farvi un esempio, che Leka, una delle creaturine (femminuccia), rischierà di essere vittima di una violenza… detto questo, detto tutto.

Quindi, l’impatto iniziale della serie potrebbe ingannare, ma una volta capito che tipo di anime ci troviamo di fronte, non possiamo che restarne attratti e proprio a causa di questa sua natura ambigua.

Riguardo a Yuko e Eri, ci troviamo di fronte a due soggetti in completo contrasto, cosa necessaria per dare un po’ di dinamica agli avvenimenti.

Eri è molto dolce, gentile e comprensiva.. capisce i problemi degli abitanti di Belzergle e vuole aiutarli. Per questo il popolino la adora. A volte un po’ scocciante e non troppo importante ai fini della sceneggiatura.

Yuko, invece, è la parte dinamica della coppia, con quel carattere un po’ rude e antipatico. Fa capire che non se ne frega nulla di quello che succede al popolino e tutto quello che le importa e di ritornarsene nel suo mondo. Senza di lei la sceneggiatura avrebbe grossi momenti morti.

Tecnicamente ci troviamo di fronte ad una produzione televisiva ricca di accorgimenti sia tecnici che di regia. I disegni sono estremamente accurati e morbidi nei contorni, accompagnati da un’animazione degna di nota che sa adattarsi o alla dinamica necessaria nelle scene d’azione, oppure alla fluidità che si nota nel resto dell’anime. La colorazione ha uno stile fortemente pastello, tipico delle ultime produzioni in cui si tenta di abbattere i costi con un veloce intervento al computer. In ogni caso non è assolutamente fastidiosa (comunque dettagliata negli sfondi), potrebbe solo far storcere il naso a qualche vecchia leva del disegno a mano a tutti i costi.

Per quanto riguarda le musiche, non si può non notare l’ispirazione al lavoro già fatto per El-Hazard. Anche per Strange Dawn, infatti, sono state utilizzate delle melodie che richiamano il mondo mediorientale, ben adattate algli sfondi e alle scenografie di questo mondo parallelo. In ogni caso i brani orchestrali sono coinvolgenti e adattati egregiamente ad ogni scena. Da notare in particolare la sigla d’apertura “Sora he” (“Verso il cielo”), cantata da Eri Kawai.

Nè eroi, né elementi scontati, ma solo una grande originalità per una serie TV divisa in 13 episodi che sicuramente merita di essere vista almeno una volta per peculiarità del concept e realizzazione tecnica.

Questo anime appartiene a quella tipologia che o vi cattura immediatamente e non potrete che arrivare tutto d’un fiato fino all’ultimo episodio; oppure (seconda reazione) vi lascerà del tutto indifferenti, con una punta di fastidio che non vi farà arrivare nemmeno alla metà della prima puntata.

EDIZIONE DVD
La bellezza di questa serie trova il suo interprete naturale nella precisione del video digitale.

Strange Dawn in edizione DVD italiana si presenta in maniera davvero eccellente dal punto di vista visivo. Una compressione praticamente non visibile ci permette di gustare a pieno il dettaglio dei disegni e la pienezza dei colori, sfumature pastello di cui questa serie è prevalentemente costituita. Scene pulite, colori vividi e splendenti, davvero un piacere la visione di questo DVD video, testimonianza anche di un master recentissimo e conservato in perfette condizioni.

Il fronte sonoro si mostra ad un livello inferiore con la dotazione di un mix audio in soli due canali (pur se Surround). A detta della Dynamic non si tratta di una scelta commerciale interna, ma del volere della stessa Pioneer (casa produttrice della serie) che ha espressamente richiesto di non realizzare un remix in 5.1 canali. Le lingue Italiana e Giapponese, sono quindi entrambe in 2.0, ma comunque chiare e limpide nella resa sonora, con una buona apertura dei dialoghi e pienezza delle musiche. Chiaramente gli effetti sonori hanno una presenza molto meno coinvolgente che su un mix 5.1. Peccato, la serie ne avrebbe giovato molto. Leggero difetto per la traccia giapponese che presenta un definizione dei dialoghi sul centrale lievemente inferiore rispetto a quella di casa nostra. Naturalmente presenti i sottotitoli in italiano come supporto alla traccia audio originale.

La sezione Extra, negli standard, presenta le sigle di apertura e chiusura in edizione originale e in versione senza titolazioni, in aggiunta il trailer italiano. Da considerare anche l’inserimento degli onnipresenti trailers della Dynamic Italia.

La confezione, con una copertina molto gradevole (come quasi tutti i prodotti della ditta bolognese), contiene una card della Dynamic Collection e come bonus un booklet contenente le schede dei personaggi e la mappa del mondo alternativo in cui si svolge la serie.

Ma non si potevano inserire direttamente nel DVD?

Vi ricordo che la serie (13 episodi in tutto) è raccolta in tutto su 3 DVD, il primo contenente 5 episodi, e i seguenti con 4 episodi a volume.

Recensione di Stefano Poggioli

Strange Dawn, 5.0 out of 5 based on 1 rating

Autore: Pufferbacco

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