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Magic Knight Rayearth

MAGIC KNIGHT RAYEARTH è sicuramente l’opera più famosa e celebrata delle CLAMP.

Più leggero e “infantile” rispetto ad X/1999, meno mistico-profondo di RG VEDA, RAYEARTH supera però ampiamente i confini del semplice lavoro commerciale, riuscendo in breve a raggiungere livelli artistici e narrativi assai elevati. Merito principale delle CLAMP è di saper reinventare completamente il genere Fantasy, miscelando con abilità eccezionale elementi fiabeschi e situazioni adulte, di intensa drammaticità.
RAYEARTH, infatti, risulta infine essere un “Dramma”, incentrato sull’infelicità umana e sul contrasto desiderio/dovere; ma anche sulla necessità di crescere e maturare, superando i traumi del Passato per costruire pazientemente un nuovo Futuro, carico di felicità e speranza.

Senza voli pindarici, direi che questo è il messaggio finale del manga; la morale chiara e semplice, ma profonda e penetrante, che Nanase Okawa&co. lasciano ai lettori. Una morale che si fa sentire a tutte le età: in fondo, assomigliamo un po’ tutti alle tre protagoniste Hikaru, Umi e Fu, spersi tra sogni e dura realtà… Anche noi dobbiamo infine trovare una via per coniugarli, con coraggio, costanza e volontà.

Visto l’enorme successo riscosso dal manga, era inevitabile una sua successiva trasposizione animata per il piccolo schermo: l’intera operazione, stavolta, è stata curata dalla TMS in stretta collaborazione con le autrici e la loro casa editrice, ovvero la mastodontica KODANSHA. Questo lavoro a “tre mani” ha dato vita ad un’ottima saga in 49 episodi, piuttosto indipendente rispetto all’opera originaria ma comunque fedele alle sue linee guida, trasmessa con discreto seguito da YTV durante il 1994.

In seguito, la serie è approdata anche sui mercati stranieri, Italia compresa. E nel nostro paese, come al solito, sono sopraggiunti i guai: i diritti sono infatti caduti in mano a Mediaset, la quale ha operato uno dei suoi abituali scempi.

Trasmessa su Italia1, per la prima volta, nel 1997 la serie ha presentato subito censure assurde e ingiustificate, e un adattamento vergognoso. Il titolo poi rappresenta probabilmente le fantasie più perverse della banda di Alessandra Valeri Manera: “Una porta socchiusa ai confini del sole”… Sette parole che tormentano ancora oggi i sogni della maggior parte degli Otaku nostrani (probabilmente, però, il fondo lo si è toccato con GOJINKO MONOGATARI, divenuto, nelle nebbie di Cologno Monzese, “Curiosando nei cortili del cuore“… Ogni parola ulteriore è superflua!!!).

Dopo repliche sempre più ai margini dello scandalo (episodi incomprensibili per via dei tagli), YAMATO VIDEO annuncia alla fine del ’97 la riedizione integrale della serie in videocassetta, con nuovo adattamento e nuovo doppiaggio. I ritardi si succedono, ma alla fine la prima video approda in fumetteria nel Luglio 1998. E’ un’edizione controversa, che però ottiene un buon successo e permette a YAMATO di acquistare con sicurezza gli inediti (e alternativi) OAV prodotti da TMS, sempre in collaborazione stretta con le CLAMP; OAV usciti proprio quest’anno in videocassetta (prossima recensione).

La storia:
chi non conosce la vicenda di MAGIC KNIGHT RAYEARTH ? Va bene, la riassumerò in quattro righe per i soliti ritardari. Tre giovani ragazze, Hikaru, Umi e Fu, sono in gita alla Tokyo Tower con le rispettive scuole.

D’improvviso, una voce misteriosa le chiama, e una luce inaspettata le avvolge, trasportandole per incanto nel magico mondo di Sephiro. Qui le nostre eroine incontrano il mago Clef, un potente stregone dalle sembianze di bambino (ma in realtà ha 745 anni!!!), che spiega loro il motivo per cui sono lì: la principessa Emeraude, cuore magico e vitale di Sephiro, è stata rapita dal crudele sacerdote Zagart, ed ora l’intero regno rischia la catastrofe. Hikaru, Umi e Fu sono i tre prescelti dalla principessa per “salvare il mondo di Sephiro”; a tal scopo, le ragazze, accompagnate dal buffo folletto Mokona, dovranno trasformarsi in Cavalieri Magici e risvegliare i misteriosi Managuerrieri, essere dai poteri straordinari, gli unici in grado di riportare la pace nello sconvolto regno magico.

Ha inizio un viaggio irto di difficoltà; le tre ragazze stringono gradualmente una forte amicizia, imparano a fidarsi ciecamente l’una dell’altra, maturano superando ostacoli di ogni genere (scontri con seguaci di Zagart, prove magiche ecc.).

Riescono infine a diventare Cavalieri Magici e a risvegliare i Managuerrieri, ma… Non dico nulla sul finale, e nemmeno sulle avventure successive dei Cavalieri Magici.

Vi basti però sapere, se non conoscete già RAYEARTH, che i tradizionali ruoli Buoni/Cattivi saltano completamente, e la conclusione è tutt’altro che lieta… Anzi, sarà foriera di nuovi guai e nuove lotte; Hikaru, Umi e Fu, sempre più unite, dovranno combattere per salvare Sephiro da nuovi, temibili nemici…
E assicurare un futuro al magico regno di Emeraude, ormai prossimo alla distruzione…
Ad una prima occhiata superficiale, la trama del manga pare debole e scontata. Invece la bravura delle CLAMP sta proprio nel rivoluzionare quest’impressione; il lettore viene ingannato e portato ad avere certe opinioni; di punto in bianco, le autrici rovesciano tutto lo schema narrativo, lasciando con l’amaro in bocca e il cuore in gola.
Insomma, RAYEARTH è un perfetto congegno ad orologeria, che si aziona costantemente quando meno te l’aspetti, coinvolgendoti in una ridda di emozioni e sentimenti differenti.
Una saga appassionante, capace di coinvolgere anche l’Otaku più scafato e di lasciarlo con il fiato sospeso sino all’ultima pagina. Però una storia pure divertente e commovente, animata da personaggi frizzanti e originali, che sfuggono ad ogni stereotipo o schematismo.
Il disegno, inoltre, è a livelli stupefacenti, con tavole che fanno semplicemente sognare.

La serie televisiva
è estremamente fedele, nella prima parte, alle vicende del manga (dopotutto le sceneggiature dei vari episodi sono della stessa Nanase Okawa…); ci sono comunque grosse differenze. Parecchie puntate sono completamente inedite rispetto all’originale cartaceo; i personaggi mostrano una caratterizzazione più complessa; ci sono azioni e ambientazioni nuovissime; le vicende non seguono l’ordine del manga, ma mostrano sempre una vivace indipendenza e imprevedibilità. La storia è comunque identica nelle sue fasi principali.

Nella seconda parte, invece, le differenze Anime/Manga si fanno decisamente più marcate.

Ci sono nuovi personaggi (Nova ad esempio), mentre i vecchi assumono ruoli inediti e imprevisti (Alcione oppure Lantis). Il finale è diverso rispetto a quello del manga, ed è a mio avviso più bello e intrigante.
Dal punto di vista tecnico, le cose vanno un po’ meno bene.

Il character design, affidato alla brava Atsuko Ishida (SHAMANIC PRINCESS nel suo futuro), non riesce a tenere il passo con il tratto delle CLAMP: pur curato e ben fatto, risulta rozzo rispetto all’originale di Mokona Apapa e Mick Nekoi; inoltre, è troppo altalenante, specialmente nei primi episodi. Solo lentamente raggiunge un livello buono e costante. Peccato, ma la Ishida si è rifatta poi ampiamente con SHAMANIC PRINCESS… E’ il debutto di un talento eccellente, e come tale va preso in considerazione. Ben diverso il discorso per il mecha e monster design di Masahiro Yamane: perfetto, curatissimo, davvero originale. I suoi Managuerrieri sono più belli rispetto a quelli del manga… Insomma, un ottimo lavoro.

Molto buone le animazioni, ma anche qui siamo sull’altalena. Episodi belli si alternano ad episodi brutti; solo nella seconda parte (cioè a partire dall’episodio 21) abbiamo un livello costante.

Le musiche sono belle, ma poco originali (splendido, comunque, il tema di Zagart: una lunghissima, struggente sonata di violoncello).

Nel complesso, una realizzazione tecnica medio-alta, ma sicuramente non eccelsa.

Insieme alle sceneggiature della Okawa, l’altro grande punto di forza della serie è la regia di Toshihiro Hirano, sempre solida e precisa. Una regia coi fiocchi, perfetta e essenziale in ogni momento della narrazione, capace di avere la medesima sensibilità sia nei combattimenti che negli approfondimenti dei personaggi.

La versione italiana?
Ahi, cominciano le dolenti note.

Intendiamoci subito: il lavoro di YAMATO è nettamente superiore rispetto a quello Mediaset (lo so che ci vuole poco, però è sempre un piacere quando le cose sono fatte come si deve…).

L’adattamento è buono, fedele alla partitura originale data dal produttore giapponese (i nomi Luce, Marina e Anemone per le tre protagoniste non sono un’invenzione blasfema degli adattatori italiani, bensì i nomi scelti dalla TMS per le edizioni extra-Japan); però, temo ci siano comunque delle incongruenze. A volte battute e discorsi sono scialbi, senza senso.

Ci devono essere quindi dei difetti di traduzione o di adattamento; ciò non inficia il lavoro d’insieme, comunque ottimo. Eccellente il dopiaggio: tutte le voci sono perfette per il ruolo loro assegnato. Alessandra Karpoff è una Hikaru spontanea e vivace; molto brava anche Cinzia Massironi nel ruolo non facile di Umi. Emanuela Pacotto, invece, non mi convince molto come Fu; ma è comunque sempre estremamente brava. Bravo pure Marco Balzarotti, abilissimo nel sottolineare tutte le ambiguità del personaggio di Zagart. Garbolino oramai mi esce dalle orecchie, però come Clef se la cava bene.

La palma di migliore va, in assoluto, a Patrizia Salmoiraghi per la sua spettacolare interpretazione di Alcione: è semplicemente fa-vo-lo-sa!!! Sentire per credere.

Nel complesso un lavoro ottimo, macchiato però da qualche stramberia assolutamente fuori luogo (tipo Caldina che parla in bolognese!!! Bah!!!).

In definitiva, la serie TV di RAYEARTH è un ottimo prodotto, presentato da YAMATO in un’edizione adeguata e dal buon rapporto qualità/prezzo (4 episodi per video, ciascuna a L. 32000 – sicuramente più onesto e chiaro rispetto a 2 episodi per video di EVANGELION, dal canonico prezzo di L. 39900 cad.).

Si tratta comunque di un discreto salasso (sono pur sempre 13 video!!!); inoltre, la saga presenta parecchi difetti tecnici e di adattamento.

Pensateci bene, dunque. Acquisto a scatola chiusa solo per i fan delle CLAMP e per coloro che hanno visto la serie nella forma censurata by Mediaset. Gli altri si leggano bene questa recensione, e poi decidano il da farsi…

SEE YOU SPACE MAGIC KNIGHTS…

Recensione di Simone Pelizza

Magic Knight Rayearth, 4.8 out of 5 based on 4 ratings

Autore: kenno

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