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Initial D

“Donne e motori, gioie e dolori”: è su questo luogo comune che ruotano le intere vicende della serie Initial D. L’asse su cui si avvolgono tutte le vicende di questo anime racconta la scoperta prima, la passione poi, di un ragazzo di nome Takumi (Alessandro Tiberi) per l’automobilismo.

Tutto inizia quando Takumi, ragazzo dall’aria apatica e perennemente addormentata, ed il suo migliore amico Itsuki (Simone Crisari), appassionato a dismisura di corse e derapate su quattro ruote, fanno amicizia di un gruppo di giovani piloti, gli Akina Speed Stars, soliti a mettersi alla prova lungo la discesa del passo di Akina: il nostro protagonista senza rendersi nemmeno conto di cosa ci sia divertente nel correre a 100km/h sfrecciando corner dopo corner, assiste all’arrivo di un gruppo rivale, i Red Suns dei fratelli Takahashi (Massimiliano Manfredi e Fabrizio Manfredi), che gettando loro il guanto di sfida, creano scompiglio tra gli appartenenti del team locale tecnicamente inferiori. Poiché per un pilota farsi battere sul tracciato locale rappresenta un’umiliazione insopportabile ed essendo palese l’inferiorità degli Speed Stars, il capogruppo della squadra Iketani (Massimo De Ambrosis), dopo essere venuto a sapere dell’esistenza di un fantomatico “Top Speed” che percorre tutte le mattine all’alba quelle strade per consegnare del tofu veloce come nessun altro pur avendo un’ auto poco potente, decide che il ricorrere a questo rappresenta l’unica possibilità di vittoria per i suoi. Arrivati al giorno della grande sfida, con incredulità e sorpresa tutti scoprono che quello che stavano aspettando è in realtà proprio Takumi, che sotto il suo sguardo sempre perso nel vuoto celava, anche in un certo senso a se stesso, incredibili doti di pilota. Dopo questa altre numerose sfide attenderanno il nostro protagonista.

Proprio per il tema trattato e per la sua consequenzialità, Initial D rischia di far annoiare i meno appassionati di motori (da segnalare una notevole precisione di terminologie ed immagini tecniche): dopo aver visto i primi 3 DVD appaiono come ancore di salvezza da questo rischio le vicende più o meno secondarie che ruotano attorno al protagonista. Di rilievo senza dubbio quella sentimentale che vede i primi approcci tra Takumi e una sua compagna di scuola Natsuki (Valentina Mari); infatti se riuscirà a catturare successivamente uno spazio ancora maggiore che nei primi 12 episodi, allora a mio avviso avremo una maggiore alternanza di eventi e situazioni che potrà rendere la visione più snella a tutti.

D’altra parte voglio soffermarmi a segnalare l’aspetto della caratterizzazione psicologica dei personaggi che viene incentrata prettamente sul protagonista e nelle sue emozioni. Parte fondamentale della storia è infatti la crescita sia di abilità sia di consapevolezza di Takumi, come persona e pilota, nel passare da una situazione in cui sembrava inizialmente navigare nel mare della vita quotidiana semplicemente sospinto dal vento, ad una in cui pian piano inizia a trovare la forza per mettersi al timone e decidere della propria vita, ascoltando le proprie sensazioni ed imparando a conoscersi.

Dal punto di vista del disegno va segnalato l’utilizzo pressoché totale di Computer Grafica, un po’ come in Vandread, per quanto riguarda i modelli delle automobili: il forte contrasto che ne viene, unito alla precisione quasi maniacale nel riprodurre veicoli esistenti in modo molto dettagliato, rende il design accattivante e, direi, azzeccato per il genere. Le animazioni risultano fluide.

Un aspetto positivo sono senz’altro le musiche che oltre ad essere accattivanti sono molto calzanti e estremamente capaci di coinvolgere, aiutare le immagini a descrivere le situazioni per poi trasportarvici direttamente dentro.

L’edizione italiana è ad opera di Shinvision: il DVD9 si presenta contenendo 4 episodi, audio 5.1 italiano e un 2.0 giapponese, audio italiano DTS 5.1 (ricordo che il DTS è un codec lossless a differenza di AC3): le traccie multicanale risultano ben delineate e pulite nella resa, specie i bassi. La confezione contiene inoltre un comodo inserto su cui si possono trovare le schede dei personaggi principali, dei modelli di autovetture, più un glossario.

L’adattamento dei dialoghi in questi primi episodi non ha mostrato problematiche e il tutto risulta più che sufficiente; buone anche le interpretazioni nel doppiaggio ed azzeccate le voci.

Del punto di vista tecnico posso affermare che nel complesso la qualità video non è pienamente sufficiente, non presenta infatti difetti e “rumore” notevoli ma i colori hanno una scarsa resa sia di brillantezza che tonalità; anche il passaggio da NTSC a PAL sembra essere stato fatto in maniera non perfetta, con il risultato di avere problemi di ghosting e bordi nei movimenti orizzontali sgranati. Un notevole difetto rilevato (ma solamente su televisori 100mhz di grandi dimensioni) è un leggero tremolio dei contorni (appaiono seghettati) dovuto all’interlacciatura nelle scene di CG in cui il veicolo animato vibra causa motore. Il bitrate del video medio è di 6500kbs.

L’authoring del dvd rispetta il modello statico giapponese ed offre notevoli contenuti extra: oltre ai soliti trailer da segnalare il “Music Player” (vi troverete in un menù che ridisegna il cruscotto di un’autovettura e potrete ascoltare i vari brani della O.S.T. come fosse un autoradio) ed una “Spoiler Gallery”. Buono l’adattamento dei sottotitoli.

Nel complesso quindi posso affermare che il prodotto offerto da Shinvision non deluderà gli appassionati di motori e che può incuriosire, divertire, tutti gli altri.

Initial D, 4.9 out of 5 based on 9 ratings

Autore: Ryuichi

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