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.hack//SIGN

E venne il tempo delle saghe…
Non che sia una novità , ma questa volta ci troviamo di fronte ad un gran bel progettone, e il termine multimediale non è mai stato così adeguato.

Il progetto “.Hack” comprende, infatti, la realizzazione di ben 4 videogiochi, la serie televisiva che qui recensiamo, 4 OAV e per finire il manga che dà continuità e completezza alla storia. “.Hack” diventa quindi un vero progetto globale che coinvolge più media e che ha il proprio perno d’unione in Internet, grazie al canale appositamente creato per unire tutti questi elementi appartenenti allo stesso mondo: http://www.hack.channel.or.jp

Nell’anno 2005, un popolare Role Playing Game diffuso in rete chiamato “The World”, occupava il tempo libero di almeno 27 milioni di videogiocatori sul nostro pianeta. Dopo due anni di attività, viene finalmente rilasciata la versione 2.0 di questo favoloso RPG.

La bellezza di questa update si scontra, poco dopo, con l’arrivo di quello che potremmo definire uno “strano bug”. Una misteriosa presenza comincia, infatti a manifestarsi all’interno del gioco cominciando a imporre la sua influenza un pò ovunque sia verso il gioco stesso che verso coloro che ne prendono parte.

La serie comincia con un ragazzo di nome Tsukasa che, presente da tempo non precisato all’interno del gioco, prende coscienza di essere intrappolato dal mondo virtuale e di non riuscire più ad effettuare il log out. La faccenda diventa ancora più misteriosa quando Tsukasa trova sul proprio cammino uno strano personaggio tipo gatto umanoide, chiamato Maho, in realtà non previsto nelle sezioni del gioco, quindi creato da un giocatore con una sorta di hackeraggio. Maho si presenta, però, come una sorta di santone arrivato in aiuto di Tsukasa, senza una particolare motivazione. Maho dona, così, a Tsukasa, un “guardian”, in pratica un angelo custode che segue il suo master e lo difende da eventuali attacchi (incrementandone il potere all’interno del gioco).

Allarmati dall’entrata in gioco di Maho, i moderatori di sistema (rappresentati in “the World” come una legione di soldati) si inseriscono immediatamente all’interno del gioco, cominciando a sospettare che sia Tsukasa in qualche modo responsabile delle anomalie presentatesi nel RPG.

La presenza di Tsukasa, così, coinvolgerà i diversi personaggi principali presenti nella storia, che si uniranno o incontreranno con lo scopo di scoprire i diversi misteri nati in “The World”, e sapere finalmente chi si cela davvero dietro Tsukasa e da cosa derivi la sua impossibilità (o potere?) di effettuare il log in.

La cosa che più si apprezza in .Hack//Sign è senz’altro l’atteso ritorno di Yoshiyuki Sadamoto al Character Design.

Per quei pochi che non lo conoscessero ancora, Sadamoto è stato responsabile del character design di Neon Genesis Evangelion (e autore in toto del manga di Eva). La sua popolarità è legata al lavoro già svolto per “Le ali di Honneamise” e per “Fushigi no ume no Nadia” (qui in italia “Il mistero della pietra azzurra”).

Nato nel 1962, Yoshiyuki esordisce come mangaka nel 1991 con “R20″, pubblicato sul magazine Newtype. In questo manga protagonisti saranno degli adolescenti, ma sopratutto si nota la presenza degli scooter, vero amore di Sadamoto, che ritroviamo anche nell’opera Gainax, targata 2000, costituita dagli OAV di FLCL.

.Hack//Sign spicca principalmente per la realizzazione tecnica (d’altronde il budget elevato stanziato per l’intero progetto si fa sentire), l’opera di Sadamoto rende i personaggi particolarmente affascinanti, uniti in uno stile a metà tra il fantasy medioevale e il design futuristico (molto si deve all’ideazione dei costumi e delle armi). Il tutto unito alla cura degli sfondi e delle ambientazioni, più un buon e non invasivo utilizzo della computer grafica, rendono .Hack//Sign un piccolo gioiellino per gli occhi.

Il dubbio viene nell’analizzare la trama. Il tema principale che prima vi ho descritto, si sviluppa infatti con una lentezza della narrazione un po’ frustrante. Gli episodi si sviluppano in gran percentuale come una successione di dialoghi tra i personaggi, che fanno tra loro diverse supposizioni su quanto sta accadendo. Pochi i momenti coinvolgenti.

La produzione sembra aver lavorato con una strana avversione per le scene d’azione ^__^, che in tutti e 26 gli episodi sembrano potersi contare sulla punta delle dita. Peccato. Slegare l’anime dalla struttura di gioco del videogame avrebbe forse permesso di ottenere un risultato molto più coinvolgente. Una serie d’azione con questi personaggi e questo background sarebbe stato un vero colpo. Lo studio di produzione, la Beetrain, ci ha dimostrato di saper lavorare molto bene sulle sequenze d’azione, con Noir. Di conseguenza, penso che la scelta di strutturare così la storia sia stata propriamente della Bandai.

Considerazione a parte è che sicuramente questa serie può essere apprezzata pienamente da chi si appassiona all’intera saga e quindi: gioca il videogame, vede la serie, prosegue con gli OAV, etc etc. Ma bisogna, d’altro canto, considerare che vedere un anime deve essere un diversivo, mica un impegno. ^__-

La Beetrain ha portato con se anche l’autrice delle musiche di Noir, Yuki Kajura, che ha svolto per .Hack//Sign un lavoro ancora una volta davvero stupendo, mischiando l’elettronica con ritmi e cori di stampo celtico e dando vita ad una delle più belle OST degli ultimi tempi.

Che stia crescendo una nuova Yoko Kanno? Spero davvero di si.
In ogni caso, trovate la recensione della colonna sonora all’interno della nostra sezione Music.

In conclusione, cosa dire?
La serie televisiva del progetto .Hack mostra un livello tecnico davvero ottimo su tutti i fronti. Purtroppo la trama alla lunga può risultare abbastanza annoiante. Questo a meno che non vi piaccia particolarmente seguire una storia che si sviluppa soprattutto in base a dialoghi e considerazioni tra più o meno una decina di personaggi all’interno di una serie di location che, per quanto belle, alla fine si dimostrano sempre le stesse. Il mistero c’è, ma arranca. L’intrigo c’è, ma arriva con troppa lentezza. L’idea è ottima, ma manca la verve…

EDIZIONE DVD
Ottima questa edizione italiana in DVD, curata sotto tutti gli aspetti in modo da soddisfare gli appassionati dell’universo di .HACK.

I DVD raccolgono quattro episodi a volume, più gli interessanti extra.

Il video si mostra immediatamente ottimo: lo stato di conservazione dei master non riporta difetti, data anche la giovane età del prodotto e la sua produzione per gran parte digitale. Praticamenti assenti gli artefatti da compressione: dettagli e colori mostrano ottimi dettagli e pienezza delle tinte, sia pastelli che sfumature.

La sezione audio presenta delle caratteristiche standard. Non si è optato per il remix in multicanale, ma l’edizione italiana ci viene proposta in Dolby Digital 2.0, come l’originale Giaponese. Buona la resa sia del parlato che degli effetti, unico appunto è il volume maggiore che la traccia originale mantiene sul suono di sottofondo. La bellissima colonna sonora, in particolare, sembra aver subito un lieve calo di volume nel mix della traccia audio italiana.

Dai menù (ben realizzati, anche se il design rende difficile individuare i alcuni link attivi nei sottomenù) accediamo alla sostanziosa area extra.

L’introduzione al mondo di .HACK ha avuto il suo giusto peso: prima fra tutti troviamo un video di presentazione dell’universo telematico di The World (cos’è, da dove deriva e poi come si sviluppa il progetto multimediale di .HACK). Seguono due interessanti interviste: la prima allo sceneggiatore Kazunori Ito, al seconda al regista Kouichi Mashimo.

A questi si aggiungono un trailer promozionale del videogioco (clicca qui per saperne di più), le sigle in versione textless e una sezione di informazione sulle action figures “capsule station”.

Articolo e recensione tecnica a cura di:
Stefano Poggioli

.hack//SIGN, 4.0 out of 5 based on 4 ratings

Autore: Pufferbacco

Scritto da Pufferbacco il nelle categorie: