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GTO Great Teacher Onizuka

Siete o siete stati studenti stanchi della scuola, dei libri pesanti, dei professori che non dimostrano mai un briciolo di comprensione, umanità o che non ci pensano lontanamente ad abbassarsi nemmeno per un minuto al livello dei propri allievi per sforzarsi di comprenderli e magari tentare di imparare qualcosa da loro? Sbaglio o mi sembra di sentire un coro di assensi? Bene, finalmente qualcuno ha pensato di vendicarci!!! Finalmente qualcuno si è deciso a darci un professore come si deve, un Grande Professore, un GTO, Great Teacher Onizuka!

Tratto dal manga di Fujisawa Tooru, serializzato sul settimanale Shonen Magazine, e edito da Kodansha Comics Ltd, GTO narra la storia di Eikichi Onizuka, 22 anni, ex teppista che ha deciso di diventare un professore.
Non è il più preparato fra i suoi colleghi, quando scrive fa un sacco di errori e sbaglia molti kanji, ma è deciso a dare un volto più umano alla scuola, tentando di instaurare un rapporto amichevole o, quanto meno, paritario con gli studenti, in modo che riescano ad apprezzare sia la scuola, intesa come istituzione e personale che vi lavora, sia lo studio (e se ne possono dire tante, ma l’istruzione è una parte fondamentale della vita di una persona… Appello agli studenti: anche se non vi piace la scuola, dateci dentro! Mostrate ai vostri professori che valete qualcosa e che siete in grado di diventare delle ottime persone, anche meglio di loro!!!).

La storia, che si apre con una lunga puntata introduttiva del periodo di prova di insegnamento in una scuola, si svolge in una scuola in cui Onizuka abita e in cui si trova ad affrontare una “classe difficile”: nessun professore ha resistito a lungo con quella classe che fa di tutto per mettere in difficoltà gli insegnanti. Onizuka, volente o nolente, riesce pian piano ad inserirsi nella classe e a farsi apprezzare dagli studenti. I suoi non si possono definire metodi ortodossi, eppure ha la capacità di comprendere appieno i sentimenti, le debolezze e le potenzialità dei ragazzi, aiutandoli a superare le loro difficoltà e a trovare la propria strada nella vita. Il punto di forza della serie è senza dubbio rappresentato dagli spunti comici che creano situazioni imprevedibili e colpi di scena veramente gustosi. Il massimo sono le citazioni di altre serie animate, tipo Doraemon e Hokuto no Ken.

L’animazione è buona: la produzione porta i nomi di Yushihiro Suzuki, Madoka Takiyama, Hideo Katsumata (per la Sme Visual Works) e Ken Hagino (per lo Studio Pierrot che di per sé è già sinonimo di qualità); il character design di Koichi Usami è piuttosto gradevole (trattandosi di uno shonen abbondano le belle ragazze) e, oltre alle espressioni deformate, buffe e quindi “stra divertenti” dei vari personaggi, vengono impiegati dei “siparietti” simpatici: quando uno dei personaggi immagina qualcosa, spesso il “sogno” viene inquadrato in una cornice dorata (ovviamente si tratta di sogni assurdi o demenziali…).

Le musiche di Yusuke Honma, la cui regia è affidata a Takashi Kodama sono molto carine, in particolare le due sigle, opening e ending. Quella di apertura, Driver’s High eseguita da L’ARC-EN-CIEL, su testi di Hyde e musiche di Tetsu, inizia con il rumore di una motocicletta, mentre l’animazione mostra una mano che tira la catena del…la toilette; il resto è tutto un susseguirsi di scene, anche ambigue, che ricordano tanto quelle domeniche di nullafacenza in cui si bighellona da una stanza all’altra della casa vuota. La sigla di chiusura, Last Piece, cantata da Kirari, autrice anche del testo, mentre le musiche e l’arrangiamento sono di TAKU, è bellissima: sul terrazzo della scuola, il nostro eroe si fuma una sigaretta, godendosi la sua meritata pausa.

Il doppiaggio è buono: Massimo De Ambrosis interpreta Eikichi Onizuka, mentre Rossella Acerbo è Azusa Fuyutsuki, e la lista continua con i grandi nomi del doppiaggio che ci sono ormai familiari.

Una notizia che forse non è nota a tutti: sulla scia del successo ottenuto dal manga di Touru Fujisawa, in Giappone esiste la versione “in carne ed ossa” di GTO, il live-action drama series distribuito dalla Fuji TV, talmente popolare da essersi aggiudicato il Best Drama award per il 1998! Onizuka è interpretato da un Takashi Sorimachi piuttosto belloccio e un po’ meno biondo, mentre Kirari, la cantante di Last Piece, interpreta il ruolo di Mizuki Nanako.

Un’ultima riflessione può essere spesa per la faccenda inerente i cambiamenti apportati da MTV in rapporto al prodotto originale Dynamic. La comunicazione ufficiale dichiarava che nella serie che va in onda su MTV l’età delle studentesse è stata volutamente aumentata: dai 16 si passa ai 18 anni.

Personalmente non vorrei iniziare nessuna polemica contro le censure, non perché io sia favorevole, lungi da me, anche perché sono convinta che nessuno tra i nostri lettori dia il suo appoggio incondizionato a questa pratica mutilatrice, ma semplicemente perché si tratta di un argomento complesso di cui molto si è detto e fatto. Premettendo, quindi, che chi scrive ritiene la censura principalmente un insulto all’intelligenza dei bambini che è molto più fervida e capace di discernimento di quanto si possa credere, vorrei portare all’attenzione del pubblico il fatto che ultimamente su MTV, prima della trasmissione di un anime o di un qualsiasi programma “a rischio”, appare una scritta in cui si avvisano i fruitori su, appunti, i “rischi” cui si vanno incontro nella visione.

Due esempi.
Prima di Neon Genesis Evangelion la scritta avvisa che per alcune situazioni psicologicamente drammatiche, la visione è sconsigliata ad un pubblico troppo giovane: personalmente la ritengo una scelta giusta, soprattutto per il fatto che una serie del genere ha una complessità ed una profondità talmente elevata che nemmeno gli adulti riescono a coglierne tutte le sfumature o i significati (sarà per questo che molti non hanno apprezzato il bellissimo finale di Evangelion? ^__-).

Il secondo esempio: prima di ogni puntata di GTO appare un avviso in cui si consiglia di non imitare alcuni dei personaggi del cartone animato che fanno cose molto stupide come fumare e andare in moto senza casco.

Questi i due esempi; vi siete accorti che questi messaggi appaiono da pochissimo tempo?

Segno che le cose stanno mutando in due direzioni: in positivo perché è un ulteriore passo in avanti verso il riconoscimento della distinzione di anime a seconda del pubblico di fruizione, in negativo perché ribadisce ancora una volta come ci si debba adeguare al paese in cui si vive. Far credere che le ragazze di GTO siano maggiorenni quando in realtà non lo sono è una scelta quasi inevitabile per poter “sopravvivere”; consideriamo la puntata in cui Tomoko decide di seguire i produttori di film p0rn0: come si fa a mandare in onda una cosa del genere con una minorenne dopo tutte le indecenze legate alla pedofilia cui abbiamo assistito negli ultimi anni?

Anche nei manga viene continuamente specificato che si tratta di storie di fantasia e che tutti i personaggi sono maggiorenni, anche quando è piuttosto palese che non lo sono. Si tratta di adattamenti fatti per cause di forza maggiore e credo che per il momento la cosa migliore da fare sia di godersi una serie comunque bella e piuttosto sui generis, senza lamentarsi eccessivamente: in fondo é già una grande fortuna essere riusciti a vedere un anime come questo, no? ^__^

In conclusione: il regista Noriyuke Abe fa un ottimo lavoro, quindi, se avete voglia di farvi delle grasse risate (e sono assicurate), non perdetevi le avventure di Great Teacher Onizuka… per un mondo in cui trionfi la giustizia!! Non ve ne pentirete! ^__-

Recensione di Samantha “Usagi” Rossi

GTO Great Teacher Onizuka, 4.9 out of 5 based on 31 ratings

Autore: Pufferbacco

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