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Due Come Noi

La serie di O.A.V. di Due come noi (ma il titolo originale è “Kyo kara ore wa…!” e cioè “Da oggi io…”) consta tuttora di 10 vhs (Yamato ne ha proposte soltanto 7, quindi ne mancano altre 3, che spero vengano pubblicate a breve) e traggono ispirazione dal manga di Hiroyuki Nishimori pubblicato dalla Shogakukan.

Ma veniamo a parlare di cosa tratta questa prima vhs.

Inizia la storia…

Trasferitosi a Chiba (un quartiere di Tokyo), Takashi Mitsuhashi decide di cambiare completamente vita e improvvisarsi “ribelle”. Così si fa biondo (in Giappone emblema di “teppismo”) e se ne va nella sua nuova scuola bello e felice, dove dovrà vedersela con una banda di teppisti. Ma Due come noi non verte solo su Mitsuhashi, ma anche sul co-protagonista Shinji Ito, anch’egli nuovo studente del Liceo e ribelle improvvisato.

La storia nei 60 minuti della vhs verterà sulle scazzottate tra la banda del liceo Nanyo e i nostri eroi Mitsuhashi e Ito.

Tecnicamente parlando… ma neanche tanto…
Visto così l’O.A.V. fa acqua da tutte le parti e non meriterebbe molta considerazione, ma quello che rende incredibilmente unica questa serie di videocassette e la incredibile vena comica che scaturisce dalle azioni che fanno i due. I teppisti in questione infatti (in particolar modo Mitsuhashi) sono quanto di più improbabile si sia mai visto sugli schermi. Molte volte si è rimasti interdetti dalla comicità giapponese, che riusciva a farvi uscire dalla bocca a mala pena un sorriso smorzato.

Ebbene signori appena infilata la cassetta, riderete come matti grazie alle gag esilaranti di quell’infame di Mitsuhashi (Fantastica e la scena della stazione tra Takashi e Imai).

Tecnicamente parlando… e stavolta per davvero…

La caratterizzazione dei personaggi è qualcosa di fantastico. In nessuno degli anime “leggeri” che ho visto ho notato un così grande impegno nel dargli uno spessore.

Basta notare come si comportano Ito, Mitsuhashi o Imai (un vero fesso) per rimanere coinvolti nelle loro peripezie e sebbene le scene siano principalmente incentrate su Mitsuhashi, notare che anche gli altri personaggi brillano di luce propria fa un immenso piacere.

Le animazioni sono ottime se si considera il fatto che l’O.A.V. è datato 1992, ma tutto questo ha una spiegazione logica: sono affidate al pluridecorato Studio Pierrot (che tanto per spolverare la vostra testa piena di forfora ha dato i natali a mostri sacri come Creamy Mami, Gundam, Fushigi Yugi, Orange Road, Lamù e tante altre serie…).

La regia affidata a Takeshi Mori riesce a districarsi alla perfezione sia nelle scene piene di azione che in quelle di vita quotidiana.
I bgm che accompagnano l’anime si attestano sulla media, mentre un discorso a parte merita la sigla di chiusura “Boku ra wa Guarii”, un vero capolavoro pop, che ti entra in testa e se ne esce solo quando ti sei lobotomizzato il cervello a forza di Grande Fratello, C’è posta per te! e Maurizio Costanzo Show.

Buono l’adattamento (se si eccettua qualche sbavatura, come per esempio il nome del liceo di Ito e Mitsuhashi che da Nanba del primo O.A.V. diventa Nanyo), ottimo il doppiaggio dove un plauso lo meritano Marcello Cortese voce di Mitsuhashi e Marco Balbi voce di Imai (per la serie: i doppiaggi buoni non li fa solo la Dynamic!!).

Che dire ancora… questa cassetta deve per forza essere vista. Passi che non avete visto Akira, passi anche che non sapete chi sia Motoko Kusanagi, ma se non conoscete la cattiveria di Takashi Mitsuhashi, la vostra vita merita il regno di Dio (e con questa battuta mi sono preso una bella scomunica)!!!

Recensione di Maxx

Due Come Noi, 4.9 out of 5 based on 7 ratings

Autore: Pufferbacco

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