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Cowboy Bebop

3.. 2.. 1.. Let’s jam…
È arrivata finalmente, in edizione fiammante Dynamic, è arrivata.
Dico finalmente, perché ammetto che Cowboy Bebop è una serie che attendevo con ansia di poter ammirare in versione italiana.

Senz’altro sarete stati coinvolti nel grande vespaio suscitato quest’estate per la notizia della sua possibile trasmissione su MTV. Ebbene, è una verità, Cowboy Bebop (insieme ad Alexander e Golden Boy) è stato acquistato da MTV. Ora tutto sta a vedere se MTV verrà oscurata o meno, ma questa è un’altra storia ed ora preferisco parlare della versione Home video di questa serie.

La Dynamic mi ha felicemente stupito proponendo una prima Session contente ben 5 episodi (125 minuti) al prezzo più che onesto (visti gli standard) di 39.900. Contando i 26 episodi di cui si compone la serie, l’intera pubblicazione si dovrebbe comporre in tutto di altre 5 video (di cui alcune, penso, conterranno 4 episodi). Inoltre in questa prima video non sono presenti nemmeno trailer.
Questo primo video è uscito ufficialmente il 27 Agosto, ed è già annunciata l’uscita della Session #2 per il 27 Settembre. Prevedo, quindi che la Dynamic voglia optare per una politica di tempi veloci per questa volta.

Incrociamo le dita…

Ma veniamo alla storia che fa da background alla serie: siamo nell’Universal Century 2071 e l’umanità è ormai andata ben oltre il sistema solare grazie alla costruzione dei portali a differenza di fase, una sorta di autostrade (con tanto di pedaggio) che permettono di percorrere lunghe distanze appunto grazie alla differenza di fase (una sorta di salto nell’iperspazio). Il pianeta Terra ormai è finito in totale rovina e la vita ha il suo fulcro su altri pianeti ormai del tutto colonizzati, Marte in primis. Protagonisti della serie sono Spike Spiegel e Jet Black, due cacciatori di taglie, detti, appunto, “Cowboy”, a bordo dell’astronave “Bebop“.

Eccovi spiegato il titolo ^__^

Questo lo sfondo di una serie che, ragazzi, devo dire mi ha davvero sorpreso.

Attendevo già molto e sono stato pienamente soddisfatto: Cowboy Bebop si muove con un ritmo accattivante, la trama è talmente ben delineata da tenervi incollati allo schermo col desiderio di sapere assolutamente come i protagonisti affronteranno le situazioni nel prossimo episodio.

A proposito: la struttura degli episodi è un altro punto a favore. In pratica ogni puntata si presenta come una diversa avventura in cui Spike e Jet avranno a che fare con la cattura di un nuovo “fuorilegge” di cui riscuotere la taglia.

Quindi ogni volta un tema nuovo, ma attenzione, perché a questo elemento di diversità si aggiunge una trama di fondo che continua ad evolversi di volta in volta, costruendo pian piano il passato dei due Cowboy ed in particolare di Spike, vero e proprio protagonista.

Inoltre nuovi personaggi importanti vengono introdotti gradualmente nei primi episodi con veri tocchi di classe per coinvolgerli nella trama: degno di particolare nota è il personaggio di Faye Valentine, accattivante (ma mai volgare) pulzella che diventa vera e propria co-protagonista.

In seguito pari importanza assumerà Julia, ma non sono tipo da spoiler…

Cowboy Bebop ha un ritmo che oserei quasi paragonare ad un telefilm occidentale d’azione; in ogni caso è attivo, ma al tempo stesso attento alla narrazione ed allo sviluppo della trama.

Il character design è molto particolare: voglio subito ammettere il mio totale disaccordo con la tesi diffusa che sia una copia del chara di Lupin: in effetti l’unico aspetto che assomiglia davvero a Lupin è il design di Spike (davvero molto simile nello stile, ma attenzione, solo del disegno), ma per il resto non trovo nessuna affinità degli altri personaggi.

I colori sono, direi, i classici Sunrise: avete presente Escaflowne?

Ecco la colorazione è quella, anzi il mezzo privato di Spike ha addirittura lo stesso identico colore del Guymelef dell’arcinemica di Van Fanel.

Arcivotazzone alle musiche: io amo Yoko Kanno e direi che la sua bravura non fa altro che essere confermata dalla colonna sonora di questa serie. Totalmente improntate sul Blues, le musiche di Cowboy Bebop danno un’atmosfera particolarissima allo svolgersi della storia e conferiscono un particolare stile alle scene. La sigla è poi un piccolo capolavoro, di montaggio e animazione.

Il doppiaggio italiano è perfetto, la caratterizzazione delle voci dei personaggi è assolutamente azzeccata.

Nota Otaku: vedrete pian piano che i nomi degli episodi hanno tutti riferimenti musicali, addirittura alcuni sono titoli di canzoni (primo evidente indizio: il sesto episodio, “Simpathy for the devil” dei Rolling Stones).

Insomma, Cowboy Bebop penso proprio che sia la serie TV che più amerò dopo Evangelion, e questo è dire tanto, vi assicuro; assolutamente da acquistare, mi assumo tutte le responsabilità ^__^

C’è anche da dire che, però, per apprezzarla deve piacere il genere, ma vi assicuro che saprà acchiapparvi.
Per me, è una serie che “ha stile”.

Recensione di Stefano Poggioli

Cowboy Bebop, 4.9 out of 5 based on 17 ratings

Autore: Pufferbacco

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