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Bounty Hunter : the Hard

New York, ultimi anni del secolo passato, le torri gemelle si ergono ancora, vigilando su tutta Manhattan e gli americani ancora vivono spensierati, ma questo non vale per tutti.
Nei bassifondi c’è chi si guadagna il pane rubando e c’è chi invece se lo guadagna facendo il bounty-hunter (cacciatore di taglie).

Hard (Keiji Hado), un giapponese che vive nella Grande Mela, fa questo lavoro per pagare gli alimenti alla moglie separata e poter così vedere la figlia; per caso si trova invischiato in una storia dalle tinte tristi e scabrose, quando gli uccidono, apparentemente senza motivo, l’amico, cacciatore di taglie come lui.

Mi fermo qui per non guastarvi la storia, che sebbene sia compressa in appena 50 minuti riesce ad essere davvero avvincente, nonostante ci siano situazioni forzate (come il momento in cui Hard si ricorda di Susy e Chopper, due gay di uno dei tanti privé di New York.

Ora ditemi… Come è possibile che uno in una città di 10 milioni di persone si ricordi di 2 gay che avrà visto si e no due volte nella vita?
E in alcuni casi al limite dell’assurdo (in alcune scene sembra di vedere Rambo e poi mi domando ancora come Hard possa riuscire a superare in un tunnel la Porsche di Susy, con la sua Jeep scalcinata!).

Le ambientazioni sono la cosa più positiva di tutto l’anime. Fedele la riproduzione di tutta New York, dallo skyline di Manhattan (con le Twin Towers che dominano), a Central Park e ai quartieri poveri come il Bronx. Sembra di vedere un telefilm americano.

Dal lato tecnico, le animazioni sono molto lineari, unica pecca sono le ombre, in cui, a dire la verità non è che si siano impegnati molto, sembra che i personaggi, specialmente nelle situazioni notturne brillino di luce propria, ma tutto si pareggia con le splendide scene del duello tra Hard e Chopper, in cui si raggiunge un altissimo livello di frame-rate e al contempo stesso le animazioni e i colori non ne risentono.

Il chara design di Masami Suda, che già aveva fatto un ottimo lavoro nel film di Ken il Guerriero, è straordinario; certo… i personaggi sembra che mangino solo ed esclusivamente creatina, ma la scena in cui, uno dei personaggi chiave (non vi dico chi, altrimenti vi rovino il film) cambia i tratti somatici rivelando la sua natura demoniaca è davvero ben fatta.

Le musiche ad opera di Seiji Kida, accompagnano degnamente l’anime, ma non si rendono particolarmente interessanti. Discorso a parte merita invece la sigla di chiusura, veramente bella!

La regia di Oga è molto classica e si impegna per rendere il giusto tributo alla stupenda città di New York. Ottimo il lavoro svolto nelle scene d’azione dove la telecamera si trova sempre ad accompagnare senza sbavature anche le azioni più concitate.
Il doppiaggio presenta nomi illustri tra cui Marco Balzarotti (la voce di Sirio il dragone nei Cavalieri dello Zodiaco), che si cala alla perfezione nel ruolo del cacciatore di taglia navigato. Un plauso per lui!

In definitiva un OAV che, nonostante alcune forzature nella sceneggiatura, causate dalla breve durata riesce ad assolvere più che bene il suo compito, fornendo animazioni degne di nota (sebbene non siano perfette), un chara design complesso ed interessante ed una regia attenta.

Non è uno di quegli anime da avere per forza, ma se avete qualche soldino in più da spendere, vi consiglio di reperirne una copia.

Ah! Ultima notizia… è ora possibile reperirlo in versione RENTAL tramite la medusa video… non farselo sfuggire è quindi un obbligo!

By Massimo Valenghi

Autore: jetblack

Scritto da jetblack il nelle categorie: