• 0 Commenti

Bakuretsu Hunter

Sarò sincero. BAKURETSU HUNTER mi ha deluso.
Questa serie televisiva, tratta dall’omonimo manga esplosivo di Satoru Akahori e Rei Omishi (edito in Italia da COMIC ART) (che mi piaceva così tanto ;__; NdVultus), prometteva molte cose: divertimento, azione, ironia e malizia. Purtroppo, nessuna di tali aspettative si è realizzata. Nonostante l’eccellente cura tecnica, la storia risulta alla fine scialba e confusa, senza nemmeno un pizzico della verve dell’originale cartaceo.

E dire che YAMATO ci ha fatto attendere ben due anni per questo “capolavoro”… Complimenti ! Oltre al danno, pure la beffa.

Intendiamoci: l’Anime non è brutto. Ha parecchi difetti, specialmente dal punto di vista narrativo; tuttavia, è visivamente piacevole e al suo attivo ha anche personaggi simpatici ed esilaranti gag umoristiche. Ma i difetti finiscono per prevalere troppo spesso sulle qualità. Con il risultato di gonfiare eccessivamente al negativo la partita debitoria, e portare l’intera realizzazione al fallimento. Insomma, Bakuretsu Hunter è una grandissima opportunità sprecata.

Poteva essere un nuovo SLAYERS; in concreto, è solo un cartone mediocre, non diverso da molti altri in circolazione in Giappone o in Italia. Davvero un peccato…

Chiunque abbia letto il manga di Akahori/Omishi, sa infatti quanto quest’ultimo sia irriverente ed intrigante. Akahori è uno dei migliori talenti “demenziali” dell’odierna animazione nipponica: in effetti, successi come K.O. CENTURY BEAST e MASTER MOSQUITON vantano la sua geniale paternità.

Con la collaborazione di Omishi, dotato di un tratto non originale ma comunque efficace, il nostro fa centro ancora una volta, e regala alla saga dei Cacciastregoni tutta la sua intelligente irriverenza. Il manga di Bakuretsu Hunter è un gioiellino di ironia, di comicità graffiante, di situazioni surreali, di pepate ed esplicite allusioni sessuali. Un vortice che trascina il lettore dalla prima all’ultima vignetta, tra emozioni e risate continue.

Logico aspettarsi, quindi, una trasposizione animata scoppiettante, capace di coinvolgere persino gli spettatori più scafati. Invece, l’anime è l’esatto opposto del manga: convenzionale, compassato, a tratti ripetitivo. L’irriverenza di Akahori è totalmente evaporata, come per una perfida magia.

E il lato tecnico, decisamente buono, non basta a salvare lo spettacolo da una noia insopportabile.

La trama in breve.
Nel fantastico continente di Spurna, la magia è l’elemento essenziale di ogni forma di vita. Tuttavia, essa non è distribuita equamente tra le diverse creature, uomini compresi. Così, un piccolo gruppo di stregoni, dotati di precisi poteri esoterici, tiene in schiavitù gli esseri normali, soprannominati spregiativamente “Personer“, sottoponendoli a ogni sorta di angheria o sopruso. Però, la prepotenza degli uomini-maghi non è senza limiti. Di fronte alle loro malefatte, infatti, la giunonica Big Mum, fata potentissima, ha creato un’apposita squadra di “Cacciastregoni“, con il compito di salvaguardare i diritti dei “Personer” e punire i malvagi. Assistita dal grazioso angioletto Daughter, emissario speciale di Big Mum incaricato di indirizzarne fini e azioni, tale squadra è così composta: Carrot Glace, allupato cronico dal cuore d’oro, capace di assorbire ogni tipo di incantesimo e di tramutarsi conseguentemente in una spaventosa bestia taurina; il compassato Marron, fratello di Carrot, abile esorcista; il palestrato Gateau Mocha, dotato di micidiali poteri nonché di una forza fisica smisurata; le due sorelle Tira Misù e Chocolat, entrambe innamorate dello sfigatissimo Carrot, ed esperte in…magie sadomaso. Insomma, un gruppo davvero “temibile”, in grado di portare a termine qualsiasi tipo di missione. Ovviamente, sempre con risultati “imprevedibili”.

In realtà, Big Mum sembra aver fondato l’unità dei Cacciastregoni per uno scopo ben preciso, diverso rispetto a quello della semplice lotta contro i maghi malvagi. Compito di Carrot&soci, infatti, è di sconfiggere il potentissimo e diabolico Sacher Torte, il cui obiettivo è rovesciare i fragili equilibri di Spurna, gettando l’intero continente nella paura e nel caos.

Riusciranno i nostri eroi nell’impresa?

A cosa punta Sacher Torte?

Qual’è la sua relazione con le due sorelle Tira e Chocolat?

E quali sono i suoi rapporti con Big Mum?

Perché ha deciso di distruggere Spurna?

La risposta a questi e a tanti altri interrogativi nell’ultimo episodio, ovviamente…

Queste le carte del manga, riprese pari pari dalla serie televisiva. Senonchè, la partita termina in due maniere differenti: il fumetto è simpatico, avvincente e malizioso; il cartone, pur realizzato da un gruppo artistico di tutto rispetto, non esalta più di tanto.

Perché una resa finale così dissimile l’uno dall’altro?

Eppure, la storia di base è la stess.

Il problema dell’anime non risiede tanto nelle sceneggiature o nel lato tecnico; risiede essenzialmente nella regia. Quest’ultima è pessima, oltre ogni limite immaginabile.

Le scene sono sgangherate, rappresentate in maniera confusa e contraddittoria; le gag non seguono i tempi giusti, e risultano quindi moscie, svuotate di ogni possibile carica comica; le sequenze sono spesso prive di controlli efficaci, abbandonate al proprio destino. In poche parole: il regista è assente. E la narrazione, inevitabilmente, va a rotoli. Una trama ha bisogno di supporti, altrimenti non può funzionare. Specie se stenta a decollare, nonostante buone idee e trovate appassionanti.

In Bakuretsu Hunter, la sceneggiatura è spesso incerta sul da farsi, e non ha una benchè minima direzione cui appoggiarsi per superare i momenti critici.

Quale volete che sia la conclusione? Disastro totale, naturalmente.

Il primo episodio è inguardabile: un’accozzaglia di situazioni montate senza alcuna coordinazione. La storia non esiste; o peggio, esiste ma è praticamente incomprensibile. Una tragedia per gli occhi e per il cuore.

Con la seconda puntata, le cose migliorano. Ma sino a un certo punto. La regia non riesce mai a raggiungere livelli efficaci; e lo sceneggiatore, di conseguenza, vede il proprio lavoro impataccarsi continuamente in momenti morti, inquadrature tortuose e carrellate sgangherate.

L’opera originale di Akahori va letteralmente a farsi benedire.
Con buona pace di fan del manga e semplici spettatori di passaggio.

Di fronte a un simile scempio narrativo, lo staff tecnico è davvero sprecato.
Keiji Goto (NADESICO) realizza un character design morbido e gradevole, che ben si adatta alle atmosfere della storia e alla personalità scintillante dei vari personaggi.
Le sue Chocolat e Tira sono veramente “deliziose”; ma anche i protagonisti maschili non scherzano. In particolare, Sacher Torte è inquietante e affascinante oltre ogni immaginazione; assolutamente più vitale rispetto all’omonima figura nel manga. Non sempre Goto mantiene costante la qualità del tratto. Tuttavia, gli svarioni sono sporadici e mai eccessivi.

Le animazioni della XEBEC sono ottime. Fluide e curate fin nei dettagli più piccoli. Anche qui, come nel character design, la resa è piuttosto incostante. Ma le sbavature sono poche e, in generale, l’insieme regge con grande efficacia.

Belli gli sfondi. Pessima, invece, la colorazione: dopo i primi episodi, però, c’è fortunatamente un netto recupero di tale settore. Magari la regia seguisse le orme dei coloristi…

L’edizione italiana è eccellente.

L’adattamento, curato da Irene Cantoni, è ottimo; fatto, questo, parecchio strano in casa YAMATO. Ad ogni modo, un’autentica fortuna, visti i disastri narrativi della versione originale. Altrimenti, il cartone sarebbe stato completamente rovinato.

Sul doppiaggio, poco da dire: fantastico.

Non tutte le voci scelte sono azzeccate. Però, nel complesso, il risultato è molto buono. Migliore del cast: Tatiana Dessi, una Chocolat dolce ed intensa, da mangiarsi letteralmente con le orecchie. Slurp!!!

In definitiva: consiglio Bakuretsu Hunter solo ai fan sfegatati del Fantasy e agli Otaku duri e puri, capaci di soddisfare eternamente la propria fame “made in Japan” comprando qualsiasi cosa, persino le schifezze peggiori. Dopotutto, parafrasando Excel, “il bisogno non ha leggi”.

A tutti gli altri: risparmiate i soldi per titoli migliori.
O, comunque, visionate prima di acquistare, in modo da farvi un’idea personale della faccenda. Uomini&donne avvisati, mezzi salvati. L’altra metà di salvezza, ahimè, ve la dovrete conquistare con le vostre gambe…

See you next time and good luck

Recensione di Simone Pelizza

Autore: Pufferbacco

Scritto da Pufferbacco il nelle categorie: